{"id":584,"date":"2023-12-01T13:00:19","date_gmt":"2023-12-01T13:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/?page_id=584"},"modified":"2023-12-25T16:34:58","modified_gmt":"2023-12-25T16:34:58","slug":"calendario-avvento-2023","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/calendario-avvento-2023\/","title":{"rendered":"Calendario Avvento 2023"},"content":{"rendered":"<p>\u203e<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3>\u00a0 \u00a0<span style=\"color: #339966\"> Calendario dell\u2019 Avvento\u00a0<\/span><span style=\"color: #339966\">\u00a02023<\/span><\/h3>\n<h4><\/h4>\n<h4><strong><span style=\"color: #339966\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 1 DICEMBRE<\/span><\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2023\/11\/20\/23\/11\/woman-8402067_1280.jpg\" alt=\"Free Woman Face photo and picture\" width=\"407\" height=\"611\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il mondo corre a perdifiato ed io lo rincorro cercando di tenermi al passo,\u00a0 temendo di rimanere indietro, di perdermi qualcosa. Oggi per\u00f2 ho deciso di di fare una pausa, di fermarmi ad osservare, o meglio, ad ascoltare. Ho chiuso gli occhi e sono rimasta in ascolto. Ho sentito tutti quei suoni e quei rumori che di solito mi sfuggono, perch\u00e9 ogni giorno sono impegnata a fare altro, ma che fanno parte della mia quotidianit\u00e0. Quei suoni e quei rumori compongono la melodia delle mie giornate. Una melodia a me quasi del tutto ignota, poich\u00e9 non mi fermo mai ad ascoltarla. \u00c8 come se ogni giorno, dal mattino appena sveglia a l momento in cui spengo la luce per andare a dormire, mi tappassi le orecchie di proposito per non perdere il ritmo del trantran giornaliero, poich\u00e9 le giornate devono filare lisce come l\u2019olio senza intoppi, senza perdite di tempo, senza tempi morti, persi o sprecati. Ma chi l\u2019ha detto poi che le mie giornate debbano essere cos\u00ec? Me l\u2019ha forse ordinato qualcuno? Eppure \u00e8 quello che tutti fanno e allora penso di doverlo fare anch&#8217;io. Mi tappo le orecchie per non distrarmi dalle incombenze quotidiane e corro, corro, corro fino a sera. Invece no, oggi per prima cosa appena sveglia, ho chiuso di nuovo gli occhi e sono rimasta in ascolto. Ho scoperto cos\u00ec un nuovo mondo e mentre ascoltavo ad occhi chiusi la melodia della mia giornata, un raggio di sole si \u00e8 posato sul mio volto. Quel raggio mi sarebbe di sicuro sfuggito se non mi fossi fermata ad ascoltare.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #339966\"><strong>2 DICEMBRE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2023\/08\/06\/16\/17\/snow-8173264_640.jpg\" alt=\"Free Snow House photo and picture\" \/><\/p>\n<p>Alla fine dell\u2019estate, mentre le giornate si accorciavano e si facevano pi\u00f9 fresche, non aveva trovato il coraggio di abbandonare quel paesaggio incantato, quelle colline verdi e quei pini odorosi che allietavano le sue giornate, e quella casetta solitaria a cui era tanto affezionato perch\u00e9 era l\u00ec che aveva trascorso i momenti pi\u00f9 felici della sua giovinezza, le vacanze pi\u00f9 indimenticabili. No, quell&#8217;estate, mentre tutti facevano ritorno in fondo valle, lui non aveva avuto il coraggio di seguire quel flusso, di rifare le valigie per tornare in citt\u00e0 dove lo aspettava un lungo inverno grigio e monotono e una folla di gente a lui indifferente. I giorni passavano, la natura si tingeva di rosso, giallo e ocra e e intanto lui continuava a rimandare il suo ritorno. Ogni giorno c\u2019era qualcosa da fare, qualcosa che gli impediva di andarsene, la raccolta delle pannocchie di mais che aveva visto dorare al sole tutta l\u2019estate, i cestini da riempire di mele e pere che cadevano in abbondanza nel giardino, le passeggiate nei boschi alla ricerca di funghi e castagne, le conserve dolci e salate da preparare in un grosso pentolone in cucina. E nelle giornate fredde e piovose, quando anche le mucche si ritiravano nelle stalle, coglieva infine l\u2019occasione di starsene al caldo a leggere davanti al camino acceso. No, la citt\u00e0 non gli mancava affatto. Quando si svegli\u00f2 quella mattina, il sole brillava e \u00a0un manto nevoso aveva ricoperto i prati, le montagne e i boschi circostanti. Regnava una gran pace e lui rimase l\u00ec ad assaporarla nella casetta imbiancata. Quell&#8217;inverno non sarebbe tornato in citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #339966\"><strong>3 DICEMBRE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2023\/10\/29\/16\/07\/chrysanthemum-8350644_640.jpg\" alt=\"Free Chrysanthemum Flower Wallpaper photo and picture\" \/><\/p>\n<p>Ogni mattina andando al lavoro, passava davanti alla vetrina di un piccolo fioraio all&#8217;angolo della strada e sbirciava dentro incuriosita, attratta dai mille colori, dalle infinite composizioni floreali e dalla quantit\u00e0 di piante che riuscivano a convivere in uno spazio cos\u00ec ristretto. Pensava sempre che un giorno sarebbe entrata ad ammirare da pi\u00f9 vicino e magari si sarebbe offerta una pianta o un mazzo di fiori. In realt\u00e0, sognava di poterci lavorare in quell&#8217;antro magico, circondata tutto il giorno da arbusti e boccioli silenziosi, anzich\u00e9 da colleghi burberi, odorando il profumo di rose e gelsomini anzich\u00e9 l\u2019odore tossico dello spray per l&#8217;ambiente che veniva spruzzato in abbondanza nei corridoi dell\u2019ufficio,\u00a0 accarezzando le foglie vellutate e prendendosi cura di loro. Amava regalare piante e fiori ad ogni occasione ma non sopportava l\u2019idea che avessero una vita cos\u00ec breve e che potessero un giorno appassire. Finalmente, un sabato mattina \u00a0era entrata nel negozio alla ricerca di una pianta o un di mazzo di fiori da offrire. La fiorista, una donna minuta dai tratti asiatici, l\u2019aveva accolta con un sorriso, come se l\u2019avesse riconosciuta. Forse l\u2019aveva vista sbirciare la vetrina ogni volta che passava di l\u00ec. La fiorista stava disponendo un mazzo di crisantemi dai colori pi\u00f9 svariati in un grande vaso di vetro. Lei rimase ad osservarla affascinata dalla bellezza di quei colori e dalla grazia suoi gesti. \u201c\u00c8 una pianta perenne, signora, ma a seconda del colore pu\u00f2 avere un significato diverso.\u201d Poi le spieg\u00f2 che quelli bianchi ad esempio in Giappone simboleggiavano le avversit\u00e0, mentre quelli gialli erano il simbolo dell\u2019impero sol levante, ma anche dell\u2019amore dimenticato. Il crisantemo rosso invece era un messaggio d\u2019amore. Compr\u00f2 un mazzo di crisantemi rossi e li regal\u00f2 alla fiorista che grazie al suo immenso amore per le piante allietava le sue mattine.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #339966\"><strong>4 DICEMBRE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2019\/11\/02\/20\/50\/camera-4597415_1280.jpg\" alt=\"Free Camera Book photo and picture\" width=\"539\" height=\"809\" \/><\/p>\n<p>La mattina era uno dei rituali che pi\u00f9 amava quando era in albergo, trovare i giornali davanti alla porta della stanza \u00a0e rimanere a letto a leggerli sorseggiando una tazza di caff\u00e8. Le capitava sempre pi\u00f9 spesso di partire in tourn\u00e9e per qualche concerto in giro per il mondo, ma di solito la mattina non c\u2019era tempo per restare sotto le coperte a gustarsi il calore delle lenzuola, perch\u00e9 si svegliava giusto in tempo per infilarsi qualcosa addosso in tutta fretta e precipitarsi alle prove. Ma il giorno dopo il concerto, \u00a0quando finalmente era in vacanza, ne approfittava per restarsene un po\u2019 pi\u00f9 a lungo a letto in compagnia di un\u2019ampia scelta di giornali internazionali. Si alz\u00f2 per scostare le tende e poter ammirare lo spettacolo dei grattacieli e di Central Park innevato. Questo era un rituale che certo non aveva il lusso di potersi permettere quando era a casa, con le bambine che venivano a svegliarla di mattina presto per farsi preparare la colazione. Per di pi\u00f9 da alcuni giorni si era scatenata una bufera di neve che aveva sepolto interi quartieri \u00a0e reso \u00a0complicato qualsiasi spostamento. Chiss\u00e0, forse non avrebbe neanche potuto prendere il volo del giorno seguente per tornare a casa. Non le sarebbe dispiaciuto prolungare quel soggiorno di qualche giorno, magari una settimana, forse anche un mese. Immagin\u00f2 un titolo di cronaca sul giornale: \u201cBloccata dalla neve, musicista italiana partita in tourn\u00e9e, decide di realizzare il sogno della sua vita, vivere a New York vivendo della sua musica, e non torna pi\u00f9 a casa.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><span style=\"color: #008000\">5 DICEMBRE<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.istockphoto.com\/id\/1805465945\/sv\/foto\/traditional-italian-christmas-cake-panettone-with-festive-decorations.jpg?s=1024x1024&amp;w=is&amp;k=20&amp;c=TZtA2lHrbY-_39HRiBv1QN3NyqGgDw823Vd8-Vi6fXE=\" alt=\"Traditional Italian Christmas cake Panettone with festive decorations - Royaltyfri Panettone Bildbanksbilder\" \/><\/p>\n<p>Mancavano pochi giorni al Natale. Per le strade di Milano si respirava una certa eccitazione per l\u2019arrivo delle festivit\u00e0 attese da tutti con trepidazione. Quel pomeriggio di pioggia ci eravamo date appuntamento al Caff\u00e8 della Scala, dove un tempo i musicisti e gli artisti avevano l\u2019abitudine di ritrovarsi prima e dopo. Alle cinque del pomeriggio era gi\u00e0 buio e per le strade di Milano la luce dei lampioni si rifletteva sulle lastre di pietra e porfido del pav\u00e9 bagnate dalla pioggia incessante. Aveva piovuto tutto il giorno, ma questo non mi aveva impedito di andare in giro per negozi, librerie e mostre. Le suole delle scarpe erano umide e avevo le punte dei piedi completamente inzuppate. Entrai nella sala maestosa e raffinata del caff\u00e8 dove avevo dato appuntamento alla mia amica Chiara per una merenda. MI guardai intorno, il locale era pieno, ma non mi sembr\u00f2 di riconoscere nessuno. Ancora una volta mi sentii un\u2019estranea nella mia stessa citt\u00e0. Un tempo avrei di sicuro incontrato qualche conoscente, ma ormai da quando mi ero trasferita all&#8217;estero avevo perso i molti dei miei contatti. Chiara mi fece segno da lontano. In mezzo al tavolino rotondo troneggiava un vassoio con un\u2019ampia selezione di biscotti, cioccolatini e pasticcini alla crema e alla frutta. Devi scusarmi, ma avevo una gran fame e nella tua attesa, ho ordinato qualche pasticcino! Chiara cerc\u00f2 di scusarsi mentre divorava un cremino e con lo sguardo scrutava il vassoio per decidere quale sarebbe stata la prossima leccornia da assaggiare. Ma immaginavo che anche tu avessi fame.\u00a0 Io non potevo che rallegrarmi di fronte a tale piacevole visione. In effetti \u00e8 impossibile accontentarsi di una semplice bevanda calda in questo antro del piacere. Ammisi mentre nell&#8217;attesa del mio t\u00e8, assaggiavo un bign\u00e8 farcito di crema al cioccolato, glassato in superficie. Chiusi gli occhi per assaporare meglio quella prelibatezza cremosa il cui gusto faceva rinascere in me piacevoli ricordi di merende in giardino di domenica a casa dei miei. Ma le trovi anche in America queste leccornie? Confermai che in effetti in America non sapevano fare i dolci allo stesso modo e che non c\u2019era la stessa variet\u00e0. Mentre continuavamo ad assaggiare una pasta dietro l\u2019altra, ci davamo alle confidenze. Purtroppo sul vassoio ben resto non rimase pi\u00f9 alcuna traccia di pasticcino, ma solo qualche misera briciola, ricordo di quel dolce incontro tra vecchie amiche, ultima testimonianza di quel nostro tentativo di ricucire i fili di un\u2019amicizia che la distanza rendeva spesso difficile. Era giunto il momento di lasciare quel luogo incantato \u00a0e di porre fine a quegli intimi dialoghi per rituffarsi nelle strade affollate milanesi. Prima di andar via per\u00f2 comprai un paio di panettoni, noti per essere i migliori della citt\u00e0. Me li sarei portata a New York per gustarli al mio ritorno nei momenti di nostalgia.<\/p>\n<p>(Tratto e riadattato da <em>Fuga in arpa<\/em>, Leila Brioschi)<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><span style=\"color: #008000\">6<\/span><span style=\"color: #008000\">\u00a0DICEMBRE<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2015\/11\/12\/17\/20\/tea-1040653_640.jpg\" alt=\"Free Tea Warm photo and picture\" \/><\/p>\n<p>\u201cNo, il gioved\u00ec non posso, mi dispiace, ho la cerimonia del t\u00e8.\u201d Era l\u2019appuntamento della settimana a cui teneva di pi\u00f9 e per nulla al mondo se lo sarebbe perso, soprattutto se era per rimanere chiusa in ufficio ad assistere a una noiosissima riunione di lavoro. Ogni gioved\u00ec pomeriggio il tempo si fermava per un paio d\u2019ore. Era l\u2019ora del circolo di lettura e del rituale del t\u00e8. Mentre leggevano e discutevano le pagine del libro che avevano selezionato, degustavano una variet\u00e0 di t\u00e8 proveniente da varie parti del mondo, dalla Cina, al Giappone, all&#8217;Inghilterra, all&#8217;India, alla Turchia al Marocco. Ad ogni tipo di t\u00e8 veniva abbinata una lettura del paese in questione. Quel gioved\u00ec ci sarebbe stata la cerimonia del\u00a0 t\u00e8 in Giappone, chiamato anche \u201cChanoyu\u201d o \u201cChado\u201d. Il t\u00e8 che era stato scelto era una miscela profumata composto da foglie di t\u00e8 verde, petali di fiordaliso, girasole, scorza di limone e arancia, cardamomo, zenzero e fiori d\u2019arancio. Ci volevano otto foglie di t\u00e8 per 50 cl d\u2019acqua filtrata, riscaldata a 75 gradi e lasciata in infusione per tre minuti. Mentre ognuno degustava il t\u00e8, che era stato servito in tazze di porcellana decorate, si diffondeva nella sala una grande tranquillit\u00e0 che si prestava perfettamente alla \u00a0lettura e all&#8217;ascolto. Vennero letti alcuni<em>\u00a0tanka<\/em> della poetessa Akiko Yosano, la pi\u00f9 antica forma di poesia giapponese. Un verso, un sorso di t\u00e8, un altro verso, un altro sorso di t\u00e8&#8230;SILENZIO!<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><span style=\"color: #008000\">7 DICEMBRE<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2020\/04\/06\/17\/02\/bridge-5010418_640.jpg\" alt=\"Free Bridge Cello photo and picture\" \/><\/p>\n<p>Prima di ripartire, ritornava sempre nei luoghi a lei pi\u00f9 cari e a cui pensava pi\u00f9 spesso quando era lontana da Milano. Tra questi, oltre alla Scala ovviamente, c\u2019era il Conservatorio che durante le festivit\u00e0, con la chiusura delle scuole e la fine della stagione concertistica, si svuotava dei suoi studenti e degli spettatori assumendo un\u2019aria quasi mistica di luogo sacro come lo era stato un tempo quando era il convento della Chiesa di Santa Maria della Passione. In questa pace assoluta, lungo i portici si sentivano risuonare solo i suoi passi sul pavimento di pietra. Sapeva che Paolo, il suo vecchio insegnante di arpa, era nel suo studio dove si rinchiudeva per ore a suonare e a comporre musica indisturbato. Sebbene non ci fossero pi\u00f9 studenti, lui era sempre l\u00ec al suo posto e forse non sarebbe neanche andato in vacanza a Natale, ma avrebbe approfittato della pace e del silenzio di cui godeva il Conservatorio in quelle settimane di ferie per rimanere in quella che considerava un po\u2019 come la sua seconda casa. Era in quei momenti di solitudine che poteva finalmente dedicarsi alla composizione musicale, cos\u00ec non os\u00f2 disturbalo. Entr\u00f2 invece nella Sala Verdi, dove in passato aveva assistito a innumerevoli concerti e \u00a0dove lei stessa si era esibita pi\u00f9 volte. L\u00ec erano esposti anche gli strumenti ad arco della Collezione storica del Conservatorio. Si sedette in platea ad ammirare la sala, ripensando a tutta la strada che aveva percorso dagli anni in cui era una studentessa al Conservatorio. Adesso era una musicista reputata a livello internazionale. Eppure era l\u00ec tra quelle mura, accanto a quegli strumenti, che pi\u00f9 si sentiva a casa. Ma domani sarebbe ripartita e chiss\u00e0 quanti altri palcoscenici avrebbe conosciuto prima di poter fare ritorno a casa.<\/p>\n<p>(Tratto e riadattato da <em>Fuga in arpa<\/em>, Leila Brioschi)<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #339966\"><strong>8 DICEMBRE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2023\/11\/19\/10\/19\/sheet-music-8398449_1280.jpg\" alt=\"Free Sheet Music Christmas photo and picture\" \/><\/span><\/p>\n<p>Provare all&#8217;infinito era quello che facevo prima di ogni concerto per vincere il panico da palcoscenico, ma questa volta era come se, attraverso quelle elegie, dovessimo compiere una missione e sentissimo il dovere di trasmettere un messaggio di speranza e di libert\u00e0, sapendo che tirava aria di discordia e di conflitti non solo in Italia, ma in tutta Europa. E l\u2019elegia che s\u2019ispirava ai componimenti poetici definiti dai greci elegiaci, si prestava perfettamente all&#8217;atmosfera nostalgica di quelle ore, grazie al suo carattere malinconico e sentimentale. Il pubblico sembrava profondamente commosso e l\u2019ovazione finale ci dimostr\u00f2 ancora una volta l\u2019influenza benefica della musica, confermandoci che eravamo riusciti nella nostra missione salvatrice, ossia quella di far dimenticare al pubblico, almeno per la durata del concerto, il mondo esterno e tutte le sue mostruosit\u00e0. Dopo il concerto, amici e parenti vennero a bussare alla porta del camerino per complimentarsi con le braccia cariche di mazzi di rose, bottiglie di spumante e panettoni in scatole decorate da nastri colorati e addobbi natalizi. Nello spazio ristretto del mio camerino, dedicato solitamente al raccoglimento prima e dopo lo spettacolo, non c\u2019era spazio quella sera per l\u2019introspezione, ma si respirava piuttosto un\u2019aria di festeggiamenti e di vittoria. Pur essendo una festa improvvisata, sembrava che tutto fosse stato pianificato nei minimi dettagli. C\u2019era chi si occupava di stappare le bottiglie di spumante, precedentemente messe in fresco, chi distribuiva piatti di carta su cui troneggiavano abbondanti fette di panettone e chi semplicemente partecipava a quel piacevole convivio brindando e scambiando commenti sulla serata, mentre i corridoi del conservatorio si erano ormai svuotati degli ultimi spettatori e fuori per strada cadevano i primi fiocchi di neve. Cos\u00ec celebrammo la vigilia di\u00a0 Natale dietro le quinte, tra vecchi amici musicisti, felici e spensierati. Un Natale che si annunciava cupo e doloroso, ma che eravamo riusciti a salvaguardare grazie alla musica, un\u2019arma infallibile che neanche il regime pi\u00f9 estremo avrebbe potuto vincere. Forse era una vittoria di poche ore, ma ci aveva riportato il sorriso e la forza battagliera della resistenza.<\/p>\n<p>(Tratto e riadattato da <em>Fuga in arpa<\/em>, Leila Brioschi)<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><strong>9 DICEMBRE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.istockphoto.com\/id\/155146791\/photo\/robin-in-the-snow.jpg?s=612x612&amp;w=0&amp;k=20&amp;c=CDz4qoBcADJxv7ajwe_CzNxJd066DnyPtf_xlPsCPIc=\" alt=\"Robin in the Snow robin bird stock pictures, royalty-free photos &amp; images\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 tempo di camini accesi, guanti di lana e zuppe calde. Ce l\u2019ha annunciato stamattina un pettirosso. Col suo piumaggio marrone e il petto color ruggine \u00e8 arrivato in volo dai boschi di conifere fino in citt\u00e0 e si \u00e8 posato in giardino davanti alla nostra finestra. \u00c8 rimasto l\u00ec davanti tutta la mattina, appeso a un ramo di agrifoglio. \u00c8 venuto ad annunciarci l\u2019arrivo del gran freddo cinguettando la sua ode di speranza e ottimismo. Col suo canto melodioso sembrava voler rincuorarci e spronarci a resistere alle avversit\u00e0 dell\u2019inverno. L\u2019uccello canoro \u00e8 giunto in citt\u00e0 per cercare riparo in qualche parco o giardino dove passer\u00e0 il resto dell\u2019inverno in attesa del ritorno della primavera quando potr\u00e0 librarsi in volo verso i suoi amati boschi. La ricca stagione delle appetitose bacche, \u00e8 ormai finita, e anche i molluschi \u00a0e i lombrichi si fanno rari, ma cercando meglio nei parchi e nei giardini urbani trover\u00e0 di che saziarsi. Non sembrava aver paura di noi, ma si mostrava spavaldo. Saltellava muovendo ali e coda, come in una danza, per mostrarci di voler fare amicizia. Quest\u2019inverno ha scelto il nostro giardino per fare il suo nido ed io ho scelto lui come musa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><strong>10 DICEMBRE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2018\/11\/10\/10\/39\/doll-figure-3806352_640.jpg\" alt=\"Free Doll Figure Wooden Figure photo and picture\" \/><\/p>\n<p>La prima nevicata. \u00c8 ora di tirare fuori gli sci e di tracciare le prime scie nella neve. Il piacere di\u00a0 affondare gli sci nella soffice superficie che brilla al sole non la provavo dall\u2019inverno scorso. Ha infine inizio la stagione delle sciate in montagna all\u2019aria aperta ad esplorare le valli innevate. L\u2019aria \u00e8 fresca e profuma di aghi di pino. I boschi di confinere rilasciano nell\u2019aria le essenze profumate di pini e abeti che hanno un\u2019azione balsamica sulla mia pelle. Dopo una lunga passeggiata o una sciata \u00a0mi sento rigenerata come se riemergessi da un bagno di sali. Mi tuffo nel silenzio del bosco, fuori dai tracciati turistici e creo la mia pista ammirando la natura addormentata sotto il manto niveo. Intorno a me, risuona il fruscio dei ruscelli e il canto degli uccelli. Sopra di me, un lenzuolo azzurro cristallino. Gli sci scivolano senza sforzo nella neve e per chilometri ripeto concentrata lo stesso movimento lento e cadenzato che mi aiuta a ricacciare i pensieri pi\u00f9 bui e a sotterrare le preoccupazioni. La citt\u00e0 non esiste pi\u00f9, la vita \u00e8 una fiaba ed io sono un folletto che abita nei boschi. Fra poco raggiunger\u00f2 una baita dove mi aspetta una cioccolata calda davanti al camino accesso e una lunga chicchierata col padrone che non vedo dall\u2019inverno scorso. Il nostro lungo abbraccio annulla come per incanto tutti quei mesi di lontananza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><strong>11 DICEMBRE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2019\/11\/24\/14\/00\/animals-4649468_640.jpg\" alt=\"Free Animals Icelandic Horses photo and picture\" \/><\/p>\n<p>L\u2019inverno sarebbe stato lungo e gelido, i ghiacci avrebbero ricoperto gran parte della superficie, rendendo impraticabili le strade. Ma l\u2019inverno era anche la stagione in cui la sua terra offriva i paesaggi pi\u00f9 incantati, con le cascate congelate, le grotte di ghiaccio dalle sfumature blu, le aurore boreali, i bagni nelle sorgenti di acqua calda. A volte, in mezzo alle distenze infinite di neve e di ghiaccio era possibile avvistare un folletto anche se questi erano particolarmente sfuggenti all\u2019occhio umano essendo in grado di volare e di rendersi invisibili. Sebbene la maggiorparte degli stranieri in visita pensassero che fossero solo figure leggendarie, gli abitanti dell\u2019isola dichiaravano di averli visti e di averli sentiti cantare a tal punto che in alcune parti dell\u2019isola era vietata la costruzione edilizia per via della loro presenza. Nei giorni di bufera per\u00f2 era meglio non avventurarsi troppo per le strade di campagna. In quei giorni, la solitudine si faceva sentire ancora di pi\u00f9 e \u00d3ttar cercava la consolazione nei libri, nella musica, nelle poesie. Quando poi la bufera si calmava, poteva finalmente uscire a passeggiare e a cantare per i sentieri. Per fortuna poi a fargli compagnia c\u2019erano sempre i suoi amati cavalli. Usciva presto alle prime luci del mattino per andare a trovarli. Immaginava spesso di poter essere uno di loro. I cavalli islandesi erano forti, logevi e amichevoli. Loro non temevano le bufere. Le dure prove delle eruzioni vulcaniche e dei rigidi inverni li avevano resi invincibili. Erano liberi di spaziare nella vastit\u00e0 infinita de paesaggi lunari dell\u2019isola senza dover temere alcun pericolo. \u00d3mar accarezzava a lungo il loro manto soffice per poi salire in groppa di uno di loro, il suo preferito, color sauro e dalla folta criniera dorata, e galoppava libero a perdifiato lasciandosi condurre fiducioso. Con loro non aveva pi\u00f9 paura del buio, della solitudine, del lungo inverno, era uno di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><strong>12 DICEMBRE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2014\/01\/16\/08\/07\/flatiron-246227_640.jpg\" alt=\"Free Flatiron Architecture photo and picture\" \/><\/p>\n<p>L\u2019intimate Gallery fondata da Alfred Stieglitz era la galleria d\u2019arte contemporanea pi\u00f9 avanguardista di New York. Sulla locandina attaccata davanti all\u2019ingresso della galleria lessero il titolo della mostra, \u201cMy New York \u2013 Georgia O\u2019Keeffe\u201d. Il proprietario della galleria li accolse con un <em>Welcome<\/em> sonoro, scrutandoli da dietro la montatura rotonda degli occhiali di metallo, mentre con l\u2019indice destro si pettinava i baffi in modo che fossero sempre impeccabili alla venuta di ogni cliente. Alle pareti della galleria pendavano\u00a0 i quadri realizzati negli ultimi anni dalla pittrice a New York. Lesse sul muro i titoli dei primi quadri esposti, <em>The Shelton with Sunspots <\/em>(1926) e <em>Radiator Building \u2013 Night, New York<\/em> (1927) che mostravano lo sfavillio dei grattacieli di notte e le loro infinite luci accese che si trasformavano in pinnancoli luminosi. Ma c\u2019erano anche alcune tele realizzate di giorno con una luce intensa e una distesa di cielo blu, come <em>East River from the 30th Story of Shelton Hotel<\/em> (1928) con le ciminiere delle fabbriche e il fumo che ne fuoriusciva e che diffondendosi nel cielo si confondevano con i raggi del sole. Si accorse che il punto di vista era spesso la camera d\u2019albergo al trentesimo piano in cui viveva la pittrice, che le offriva ampie vedute su Manhattan e sulla sua architettura svettante. Poi incuriosita da quest\u2019artista, sfogli\u00f2 il catalogo che era\u00a0 disposizione su un tavolino, e lesse una frase dell\u2019artista:<\/p>\n<p><em>\u201cNon avevo mai abitato a un piano cos\u00ec alto, ero talmente entusiasta che ho deciso che avrei dipinto New York. Chiaramente, mi dissero che era impossibile.\u201d<\/em><\/p>\n<p>E invece l\u2019aveva fatto, pens\u00f2, incurante di ci\u00f2 che pensavano gli artisti uomini che dominavano la scena avanguardista di New York! Il modello d\u2019intraprendenza di quella donna artista che non conosceva cominciava gi\u00e0 a piacerle. Poi pens\u00f2 alla sua camera d\u2019albergo al sedicesimo piano e all\u2019effetto che le aveva fatto la prima volta entrandoci, quando si era messa a suonare di fronte a quelle immense finestre affacciate sulla densit\u00e0 dello skyline. Lei dipingeva New York e lei suonava prendendo ispirazione da quella stessa vista. Le sembrava di aver provato un po\u2019 la stessa cosa e si sent\u00ec vicina a quell\u2019artista sconosciuta, ma all\u2019improvviso cos\u00ec vicina a lei.<\/p>\n<p>(Tratto e riadattato da <em>Fuga in arpa<\/em>, Leila Brioschi)<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><strong>13 DICEMBRE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2020\/05\/16\/11\/51\/finland-5177239_640.jpg\" alt=\"Free Finland Winter photo and picture\" \/><\/p>\n<p>Pu\u00f2 sembrare una follia ma non vedo l\u2019ora di farmi un bagno nell&#8217;acqua ghiacciata! \u201d In ogni stagione l\u2019 effetto dell\u2019acqua sul nostro corpo e sulla nostra mente \u00e8 curativo ed \u00e8 in grado di procurarci sensazioni diverse. Non \u00e8 lo stesso piacere che provo quando ogni giorno d\u2019estate senza esitare mi tuffo in acqua e nuoto a perdifiato. Non \u00e8 neanche quello che provo durante i bagni autunnali, quando non mi tuffo pi\u00f9, ma entro in acqua piano piano dalla spiaggia e cerco di nuotare per qualche minuto prima che le estremit\u00e0 inizino a lanciare i primi segnali allarmanti di congelamento. Il contatto con l\u2019acqua d\u2019inverno \u00e8 molto pi\u00f9 rapido ma altrettanto intenso. \u00c8 un altro tipo di appagamento che richiede per\u00f2 una certa preparazione mentale e una buona dose di forza di volont\u00e0 poich\u00e9 si tratta di superare i propri limiti. Ma \u00e8 grazie al ricordo della sensazione piacevole provata durante i bagni di ghiaccio dell\u2019anno passato che ogni inverno ritorno ad immergermi nelle acque gelate. Cos\u00ec eccomi di nuovo qua sul pontile innevato dove qualcuno ha avuto la gentilezza di fare un buco nella superficie scura del ghiaccio. Non devo riflettere a lungo mentre mi svesto in fretta e mi calo gi\u00f9 dalla scaletta appoggiando i piedi nudi sui pioli ghiacciati. Una volta in acqua, quello che provo inizialmente \u00e8 un bruciore intenso e diffuso in tutto il corpo che mi toglie il fiato. A quel punto cerco di concentrarmi sulla respirazione e conto lentamente i miei respiri. Uno, due, tre&#8230; se arrivo a dieci \u00e8 un vero successo. Quando esco dall\u2019acqua, provo una sensazione di benessere, una scarica di energia. Avrei voglia di ritornare dentro, magari la prossima volta rimango un po\u2019 pi\u00f9 a lungo, mi dico. \u00c8 davvero come si dice, &#8220;la sensazione dell\u2019Himalaya per chi non \u00e8 uno scalatore&#8221;. Il mio corpo ha un colore violaceo, eppure non ho freddo. Il sole brilla in cielo ma la temperatura dell\u2019aria \u00e8 gelida. Il vero piacere dei bagni di ghiaccio \u00e8 di sapere che non dovr\u00f2 aspettare fino alla prossima primavera per ritrovare il contatto con l\u2019acqua. Bisogna imparare quindi ad apprezzarla in ogni sua forma. Ed ora posso finalmente bermi un t\u00e8 caldo allo zenzero sotto le coperte.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #339966\"><strong>14 DICEMBRE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2017\/08\/06\/11\/29\/music-2591560_640.jpg\" alt=\"Free Music Piece photo and picture\" \/><\/p>\n<p>Prima di un concerto, si sentiva sempre un po\u2019 nervosa sebbene fosse una musicista professionista e suonasse nell\u2019orchestra della Scala ormai da molti anni. Affrontava ogni concerto come un esame, una prova personale. Ogni evento musicale era per lei fonte di grande emozione, si gustava ogni singolo istante prima, durante e dopo l\u2019esibizione. Si sentiva vibrare di energia. Nel camerino, si era cambiata d\u2019abito, indossava un vestito lungo fino al polpaccio rigorosamente nero e delle scarpe con un piccolo tacco anch\u2019esse nere. Aveva legato i capelli in uno chignon molto basso, secondo la moda dell\u2019epoca. Sul viso, uno strato leggero di cipria perlata e sugli occhi un tratto sottile di mascara. Intorno al collo, una lunga collana di perle bianche, il suo talismano. Ad ogni concerto sentiva\u00a0 lo stesso formicolio in pancia che era sintomo di paura e allo stesso tempo di piacere, come quando da bambina arrivava il giorno del suo compleanno e sapeva che quel giorno l\u2019aspettavano un sacco di piacevoli sorprese e che sarebbe stata al centro dell\u2019attenzione. Bussarono alla porta del camerino, \u201cSiamo pronti per entrare in sala!\u201d Pochi istanti dopo usc\u00ec radiosa dirigendosi con passo deciso verso la buca d\u2019orchestra insieme agli altri musicisti.<\/p>\n<p>(Tratto e riadattato da <em>Fuga in arpa<\/em>, Leila Brioschi)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><span style=\"color: #008080\"><b>15 DICEMBRE<\/b><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/F0AFA073-B971-46A4-8A17-161CE25E3410.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-622 aligncenter\" src=\"http:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/F0AFA073-B971-46A4-8A17-161CE25E3410-200x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/F0AFA073-B971-46A4-8A17-161CE25E3410-200x300.jpeg 200w, https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/F0AFA073-B971-46A4-8A17-161CE25E3410.jpeg 426w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0\u201cChi vuole un pezzo di pane?\u201d I bambini affamati si servirono in abbondanza del pane che il padre aveva tagliato a fette e disposto in un cestino in mezzo al tavolo. \u201cNon lo sprecate, per favore!\u201d Non sopportava gli sprechi alimentari. \u201cPensate a quelli che stamattina si sono svegliati all\u2019alba per impastare queste deliziose pagnotte, mentre voi vi rigiravate sotto le coperte!\u201d . Avendo lavorato per molti anni nelle cucine di alcuni ristoranti, era abituato ad assistere ogni giorno alla valanga di cibo che veniva gettato via e questo vergognoso sperpero lo aveva reso particolarmente sensibile al problema. Cos\u00ec per ogni alimento che avevano nel piatto, che fosse una verdura, un frutto o un cereale, era solito raccontare ai bambini la sua storia per sensibilizzarli. Quella sera i bambini gli chiesero di raccontargli di nuovo la storia del pane che era una delle loro preferite. Cos\u00ec inizi\u00f2 a raccontare dall\u2019epoca degli antichi Egizi e la loro galletta di farina d\u2019orzo e le pagnotte di grano, per poi passare ai forni pubblici della Roma imperiale dove lavoravano molti schiavi finch\u00e9 con la caduta dell\u2019Impero i signori iniziarono a possedere un mulino e un forno per fabbricare il pane in casa. Pi\u00f9 tardi comparvero i primi fornai nelle citt\u00e0 che ricevevano la farina e il grano dal cliente. \u201cDovete sapere bambini\u201d continu\u00f2 \u201cche fino al Rinascimento i fornai italiani primeggiavano nell\u2019arte della lavorazione del pane grazie alla variet\u00e0 e alla raffinatezza del prodotto finale. Pi\u00f9 tardi, per\u00f2, tra il 1600 e il 1700, fu Vienna ad ottenerne il primato\u201d. Intanto per\u00f2, mentre lui raccontava con molta passione non si era accorto che, i bambini ne avevano approfittato per finire tutte le fette di pane nel cestino. \u201cE come facciamo per la colazione di domani mattina che avete finito tutto il pane?\u201d Disse il padre un po\u2019 indispettito. \u201cPotremmo farlo noi!\u201d propose il pi\u00f9 piccolo di loro con la bocca bianca di farina e le briciole di pane sparse sulla maglietta.\u201cBene, allora domani, tutti svegli all\u2019alba,\u00a0 come i fornai!\u201d<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><b>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 16 DICEMBRE<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><b><a href=\"http:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/2E5D34F2-8F20-4250-A102-CC37AD6D9715.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-628 aligncenter\" src=\"http:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/2E5D34F2-8F20-4250-A102-CC37AD6D9715-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/2E5D34F2-8F20-4250-A102-CC37AD6D9715-300x200.jpeg 300w, https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/2E5D34F2-8F20-4250-A102-CC37AD6D9715.jpeg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><b>Il mio questionario<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><b>Padre<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, il mare<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><b>Madre<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, la luna.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><b>Luogo di nascita,<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> la spiaggia<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><b>Data di nascita<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, la luna piena<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><b>Religione<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, astrologia<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><b>Educazione<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, la vita di mare<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><b>Domicilio<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, in riva al mare<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><b>Mestiere<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, leggere le stelle e pescare ricci<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><b>Tempo libero,<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> raccogliere conchiglie, tuffarsi, nuotare in alto mare, guardare i pesci sott\u2019acqua<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><b>Segni particolari<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, pinne al posto dei piedi<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><b>Carattere<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, lunatico.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><b>17 DICEMBRE<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><b><a href=\"http:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/1DE9E534-C8E7-4658-8FB6-84437324603B.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-632\" src=\"http:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/1DE9E534-C8E7-4658-8FB6-84437324603B-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/1DE9E534-C8E7-4658-8FB6-84437324603B-300x200.jpeg 300w, https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/1DE9E534-C8E7-4658-8FB6-84437324603B-1024x682.jpeg 1024w, https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/1DE9E534-C8E7-4658-8FB6-84437324603B-768x512.jpeg 768w, https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/1DE9E534-C8E7-4658-8FB6-84437324603B.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #008000\">Biografia di un poeta mancato<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><b>\u00a0<\/b>A nove anni riempie\u00a0 quaderni dei suoi primi versi<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">A dieci, scopre i piacere dei tasti, dell\u2019inchiostro sui fogli, la rapidit\u00e0 con cui le lettere si susseguono sulla carta,<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">A dodici anni, silenzio stampa, la scuola prende il sopravvento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Otto anni di lavori forzati e la creativit\u00e0 finisce dietro le sbarre.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><b>18 DICEMBRE<\/b><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2018\/06\/24\/23\/21\/daylily-3495722_1280.jpg\" alt=\"Ninfea, Fiore, Rugiada\" width=\"432\" height=\"288\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><b>All\u2019interno della canna rossa, di Georgia O\u2019Keeffe<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Questo non \u00e8 un quadro<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0E&#8217; un urlo, uno squarcio nella tela,\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019artista\u00a0 m\u2019invita ad entrare nelle profondit\u00e0 pi\u00f9 recondite di questa forma astratta,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Mi accompagna all\u2019interno dove non sembra esserci una fine, ma anditi infiniti e oscuri,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0Forse \u00e8 un fiore o uno strumento musicale o forse sono forme erotiche,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Pennellate dalle sfumature brillanti dal rosso al rosa danno forma ai petali del fiore, al profilo dello strumento, alle pieghe della pelle,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Sono forme voluttuose dai colori esotici che nascondono poteri ipnotizzanti\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0Rimango ad osservarlo ammaliata,\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Non riesco pi\u00f9 a distaccarmene,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">E\u2019 come se scoprissi queste forme per la prima volta, le guardo con\u00a0 occhi puerili<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Poi mi sembra che giunga un suono, una sinfonia soave<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Un profumo floreale si diffonde nell\u2019aria,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Questo quadro mi riscalda, riporta la luce nella mia stanza,\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il mio inverno \u00e8 un urlo di gioia\u00a0 come la canna rossa di Georgia O&#8217;Keeffe.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><b>19 DICEMBRE<\/b><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2023\/11\/10\/21\/32\/ai-generated-8380119_1280.jpg\" alt=\"Generato Dall'Ai, Albero Di Natale\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><b>Parole da mangiare<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">E&#8217; tempo di pensare a una ricetta natalizia <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">che venga a colorare le nostre feste, <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">a rallegrare le nostre tavolate,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\"> a deliziare i nostri palati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0Se il Natale ha il sapore di mare,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Niente di meglio se volete i vostri invitati conquistare<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">dei saporiti fagottini alla crema di salmone!\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Un piatto facile e saporito<\/span><\/p>\n<p>che da tutti verr\u00e0 gradito<\/p>\n<p>e il cui successo sar\u00e0 garantito,<\/p>\n<p>Per cominciare non possono mancare gli ingredienti pi\u00f9 gustosi<\/p>\n<p>che non saranno per forza i pi\u00f9 costosi<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">8 crepes fatte in casa\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">300 g di salmone affumicato di prima qualit\u00e0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-weight: 400\">250 g di morbida crescenza,\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">una nevicata di parmigiano grattugiato,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0erba cipollina a sufficienza<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">e una spolverata di pepe sul finale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Riempite ora le\u00a0 vostre crepe col delizioso impasto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0uno stelo di erba cipollina chiuder\u00e0 ogni fagotto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Disponete su ogni crespella un fiocco di burro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Infornate infine i vostri manicaretti<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Dodici minuti a 180 gradi e l&#8217;incantesimo \u00e8 compiuto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Mentre assaporate le vostre crespelle appena sfornate,\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">noterete diffondersi nella sala un sospettoso silenzio <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">al quale seguir\u00e0 ben presto <\/span><span style=\"font-weight: 400\">un gran tripudio di complimenti.<\/span><\/p>\n<p>Sentitevi liberi di provvedere ad inviare la suddetta ricetta<\/p>\n<p>che ad allietare possa pi\u00f9 palati al mondo<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Buon Natale appetitoso a tutti i buongustai!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><b>20 DICEMBRE<\/b><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2023\/12\/04\/15\/12\/soap-8429699_640.jpg\" alt=\"Sapone, Sapone Fatto In Casa\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\"><strong>Una brocca di ceramica<\/strong> \u00e8 piena d&#8217;<strong>acqua calda<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>l&#8217;acqua calda<\/strong> e il sapone attendono l&#8217;ora del <strong>bagno<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il bagno<\/strong> che la regina prender\u00e0 per la prima volta\u00a0 <strong>quest&#8217;anno<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quest&#8217;anno<\/strong> la regina far\u00e0 il bagno in occasione delle<strong> celebrazioni natalizie<\/strong><\/p>\n<p><strong>le celebrazioni natalizie<\/strong> avranno luogo al <strong>castello<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il castello<\/strong> ospiter\u00e0 i pi\u00f9 illustri <strong>sovrani<\/strong><\/p>\n<p><strong>I sovrani<\/strong> accorreranno numerosi da paesi lontani per assistere ai <strong>festeggiamenti\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>I festeggiamenti<\/strong> inizieranno con la messa e il concerto d&#8217;organo nella <strong>cappella reale<\/strong><\/p>\n<p><strong>la cappella reale<\/strong> in stile barocco sar\u00e0 illuminata dalle luci di centinaia di<strong> candele<\/strong><\/p>\n<p><strong>le candele<\/strong> assisteranno silenziose al concerto dei<strong> reali<\/strong><\/p>\n<p><strong>I reali<\/strong> ordineranno di spegnere le luci delle candele alla fine del <strong>concerto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il concerto<\/strong> finir\u00e0 a mezzanotte e gli ospiti saliranno nelle loro<strong> stanze<\/strong><\/p>\n<p><strong>le stanze<\/strong> degli ospiti avranno ciascuna una <strong>brocca di ceramica<\/strong><\/p>\n<p><strong>la brocca<\/strong> di ceramica sar\u00e0 piena d<strong>&#8216;acqua calda<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;acqua calda<\/strong> che forse gli ospiti non useranno per il<strong> bagno<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il bagno<\/strong> che i reali non amavano fare se non una volta all<strong>&#8216;anno<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;anno<\/strong> prossimo ci sar\u00e0 un nuovo bagno con<strong> acqua e<\/strong> <strong>sapone<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;acqua e sapone<\/strong> che noi amiamo usare <strong>ogni giorno<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ogni giorno<\/strong> facciamo bolle di sapone nel bagno o sotto<strong> la doccia<\/strong><\/p>\n<p><strong>la doccia<\/strong> che un tempo non c&#8217;era e che ha preso il posto della<strong> brocca di ceramica.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #339966\"><b>\u00a021 DICEMBRE<\/b><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/cdn.pixabay.com\/photo\/2023\/10\/29\/11\/57\/dessert-8349856_640.jpg\" alt=\"Dolce, Piatto Dolce, A, Vortice\" width=\"477\" height=\"477\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">I fine settimana a casa di mia nonna sapevano di <em>Poison<\/em> di Dior e di arrosto con patate al forno. Alzandomi sulle punte dei piedi, suonavo al campanello con tutta la mia forza e quando lei veniva ad aprirmi, le saltavo al collo felice all\u2019idea di passare due giorni da sola con lei.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Mi metteva a disposizione ogni angolo della sua casa con affetto e bont\u00e0 d&#8217;animo. Non mi annoiavo mai con lei, c\u2019era sempre qualcosa da scoprire, da imparare. La televisione era quasi sempre accesa su uno spettacolo di pattinaggio artistico o su una partita di calcio, le sue due pi\u00f9 grandi passioni. Se capitava che la sua squadra del cuore perdesse, rimaneva di cattivo umore per il resto del fine settimana. Poteva passare un\u2019intera domenica pomeriggio a guardare le telecronache del dopo partita per cercare di capire dove avessero sbagliato e perch\u00e9 si fossero fatti fregare quel gol. La nonna era anche una cuoca infallibile. Nella sua cucinetta creava i piatti pi\u00f9 succulenti e le torte pi\u00f9 gustose della mia infanzia. La torta di latte era la mia preferita. Era una torta povera, a base di pane raffermo, latte, amaretti, cacao, uvette e pinoli. Molti in famiglia hanno poi cercato di tramandare la tradizione di quella che poi \u00e8 diventata nel tempo \u201cla torta della nonna\u201d. Lei la rendeva ancora pi\u00f9 golosa, servendola con una spruzzata di panna montata o un \u201cfiiilino di panna liquida&#8221;, come le piaceva dire. Alla prima forchettata, l\u2019intera tavolata esplodeva in complimenti e lodi davanti al dolce pi\u00f9 amato in famiglia che \u00e8 rimasto ancora oggi il piatto delle festivit\u00e0.\u00a0 Anche quando faceva lo strudel per\u00f2 era una gran festa in tavola. Le torte fatte in casa erano il ritratto del suo carattere generoso, un\u2019esplosione di ingredienti. Non riusciva a limitarsi alle dosi indicate nelle ricette, preferiva sempre abbondare, per paura che non bastasse o che il piatto non fosse abbastanza cremoso, dolce, burroso, appetitoso. Ci metteva insomma tutta la sua generosit\u00e0!\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">(Tratto da <em>Fuga in arpa<\/em>, Leila Brioschi)<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><strong>22 DICEMBRE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><del><a href=\"http:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/3F27EBCB-6F3B-4CC2-A642-44C85BF4E5D4.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-656\" src=\"http:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/3F27EBCB-6F3B-4CC2-A642-44C85BF4E5D4-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/3F27EBCB-6F3B-4CC2-A642-44C85BF4E5D4-300x200.jpeg 300w, https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/3F27EBCB-6F3B-4CC2-A642-44C85BF4E5D4-1024x682.jpeg 1024w, https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/3F27EBCB-6F3B-4CC2-A642-44C85BF4E5D4-768x512.jpeg 768w, https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/3F27EBCB-6F3B-4CC2-A642-44C85BF4E5D4.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/del><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Con lei passavo interi pomeriggi a parlare e a fantasticare. Per non interrompere il flusso delle nostre discussioni, la seguivo dappertutto in casa, da una stanza all\u2019altra, mentre metteva in ordine, ripuliva, cucinava o si preparava per uscire.\u00a0 Non mi ricordo di preciso di cosa parlassimo, ma le facevo una domanda dietro l\u2019altra e lei aveva sempre una risposta pronta. Fino a quando arrivava il momento di andare a dormire e ancora sotto le coperte, ognuna nel suo letto, sistemati l\u2019un accanto all\u2019altro, le facevo mille domande e la sua voce mi cullava finch\u00e9 non mi addormentavo sognando che fosse gi\u00e0 l\u2019indomani per poter continuare la nostra conversazione infinita\u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><b>23 DICEMBRE<\/b><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/45A3AC32-5D47-46DA-99EB-DD6BAED91DAA.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-666 aligncenter\" src=\"http:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/45A3AC32-5D47-46DA-99EB-DD6BAED91DAA-300x198.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/45A3AC32-5D47-46DA-99EB-DD6BAED91DAA-300x198.jpeg 300w, https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/45A3AC32-5D47-46DA-99EB-DD6BAED91DAA.jpeg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Quella domenica mattina, mentre lei come al solito sistemava in giro per casa, io me ne andavo all\u2019avanscoperta, mettendo il naso dappertutto. Ero abituata a giocare da sola fin da piccola, mio fratello era troppo grande per prendermi in considerazione. Inventavo dei giochi, mi raccontavo delle storie, passavo le ore a disegnare o a scrivere poesie. Alla nonna piaceva che la casa risplendesse, cos\u00ec dedicava molto tempo alle pulizie, il pavimento di marmo doveva brillare. Entrando in casa, bisognava mettere delle pattine sotto le scarpe per non rovinarlo. Non si usava a quel tempo togliersi le scarpe e per qualche motivo non si \u00e8 mai usato pi\u00f9 di tanto in Italia, a differenza dei paesi nordici e asiatici dove avrei vissuto pi\u00f9 tardi. Quella mattina insomma, mi divertivo a pattinare da una stanza all\u2019altra con le pattine sotto i piedi, come se fossero stati veri pattini, finch\u00e9 a un certo punto, avendo preso troppa velocit\u00e0 mi ritrovai col sedere per terra davanti al suo letto. La nonna aveva lasciato il bordo del copriletto sollevato per poter passare pi\u00f9 comodamente con la scopa sotto il letto. Ed \u00e8 proprio cos\u00ec che mi si rivel\u00f2 un vero tesoro. Era possibile che esistessero ancora degli angoli nascosti in quella casa, dei segreti da cui la nonna mi aveva tenuta all\u2019oscuro fino ad allora? Che cosa ci faceva quella scatola di latta mezza arrugginita sotto il suo letto? Se l\u2019aveva messa l\u00ec, forse voleva nasconderla, o forse aveva l\u2019abitudine di aprirla quando andava a letto. Lei che era cos\u00ec ordinata, di certo non l\u2019aveva dimenticata l\u00ec per sbaglio.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><span style=\"color: #008000\"><b>24 DICEMBRE<\/b><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/13AAEE1C-0706-4B45-8E82-CA0681F9C41C.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-664 aligncenter\" src=\"http:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/13AAEE1C-0706-4B45-8E82-CA0681F9C41C-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/13AAEE1C-0706-4B45-8E82-CA0681F9C41C-300x200.jpeg 300w, https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/13AAEE1C-0706-4B45-8E82-CA0681F9C41C.jpeg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Non potendo resistere alla tentazione, dopo pochi istanti iniziali di esitazione, presi coraggio e allungai le mie piccole braccia sotto il letto per recuperare la scatola. Rimasi a fissarla per un po\u2019, era una vecchia scatola di biscotti. Non avevo il coraggio di aprirla senza il suo consenso. Sentivo che conteneva qualcosa d\u2019importante, di prezioso e di misterioso allo stesso tempo, dei soldi, forse una vita passata segreta, delle lettere o delle foto, forse di un amante.\u00a0 Non volevo aprirla senza di lei, cos\u00ec mi precipitai da lei correndo, dimenticando le pattine e il gioco del pattinaggio. \u201cNonna, guarda cosa ho trovato sotto il tuo letto\u201d, le dissi tutta emozionata ma anche timorosa della sua reazione. Lei invece con un sorriso mi abbracci\u00f2 e disse: \u201cVieni, ti voglio raccontare una storia\u201d\u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><span style=\"color: #008000\">BUON NATALE !!<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/18AB4855-A50B-4E76-B0AC-3154A1EC49B8.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-661 aligncenter\" src=\"http:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/18AB4855-A50B-4E76-B0AC-3154A1EC49B8-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/18AB4855-A50B-4E76-B0AC-3154A1EC49B8-300x200.jpeg 300w, https:\/\/blogg.folkuniversitetet.nu\/briole\/files\/2023\/12\/18AB4855-A50B-4E76-B0AC-3154A1EC49B8.jpeg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u203e \u00a0 \u00a0 Calendario dell\u2019 Avvento\u00a0\u00a02023 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 1 DICEMBRE Il mondo corre a perdifiato ed io lo rincorro cercando di tenermi al passo,\u00a0 temendo di rimanere indietro, di perdermi qualcosa. 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